Francia, medici in piazza contro la riforma sanitaria 2026: “A rischio 80 anni di medicina convenzionale”

medici in sciopero

Per la prima volta nella storia, tutti i sindacati dei medici liberali francesi – dai chirurghi agli anestesisti, dai ginecologi ai medici di base – hanno indetto uno sciopero nazionale dal 5 al 15 gennaio 2026. L’obiettivo è bloccare il progetto di legge di finanziamento della Sécurité Sociale (PLFSS) 2026, che, secondo i professionisti, minaccia di smantellare 80 anni di medicina convenzionale e di rendere inaccessibili le cure per le fasce più deboli della popolazione. Una mobilitazione che rischia di paralizzare il sistema sanitario francese e che fa già eco in tutta Europa.

Cosa prevede la riforma?

Il PLFSS 2026 introduce 10 articoli controversi che toccano tre pilastri del sistema sanitario francese:

  1. Riorganizzazione degli ospedali
  • Riduzione dei posti letto e accorpamento delle strutture per contenere i costi.
  • Centralizzazione delle decisioni a livello regionale, limitando l’autonomia degli ospedali locali.
  • Introduzione di quote di pazienti per medico, con sanzioni in caso di superamento.
    1. Presa in carico dei pazienti
  • Limitazioni alle visite specialistiche: i pazienti dovranno passare obbligatoriamente dal medico di base per accedere a molti esami o consulti, allungando i tempi di attesa.
  • Aumento dei ticket per alcune prestazioni, rendendo le cure meno accessibili per chi ha difficoltà economiche.
  • Riduzione rimborsi trasporti ospedalieri
  • Ticket completo a carico dei pazienti per realizzare analisi e indagini strumentali e per comprare prodotti farmaceutici se i prescrittori appartengono al privato puro
  • Semplificazione delle procedure per le dimissioni ospedaliere, con il timore di un aumento dei ricoveri precoci e non sicuri.
    1. Impatto sui medici (ospedalieri e liberali)
  • Tagli agli incentivi per i medici che lavorano in zone rurali o svantaggiate, rischiando di aggravare le disuguaglianze territoriali.
  • Nuove regole contrattuali che, secondo i sindacati, riducono l’autonomia dei medici liberali e li trasformano in “funzionari” del sistema pubblico.
  • Obbligo di riempire il dossier elettronico del paziente per tutti i medici (maggiore burocrazia per i medici)
  • Obbligo di trasparenza sui costi delle prestazioni private, con il rischio di una standardizzazione al ribasso delle tariffe.

Perché i medici protestano? «A rischio 80 anni di medicina convenzionale»

I sindacati denunciano che la riforma non risolve il deficit della Sécurité Sociale, ma sposta il costo delle cure sui pazienti e sui professionisti. Ecco le principali critiche:

  • «80 anni di medicina convenzionale a rischio»: Il sistema attuale, basato sulla libertà di scelta del medico e sulla remunerazione proporzionale alle prestazioni, verrebbe smantellato a favore di un modello più rigido e centralizzato.
  • Rischio di desertificazione medica: I tagli agli incentivi potrebbero spingere i medici a lasciare le aree già svantaggiate, aggravando le disparità territoriali.
  • Burocrazia e perdita di autonomia: I medici temono di diventare semplici esecutori di protocolli, senza margine di decisione clinica.
  • Accesso alle cure compromesso: Le nuove regole rischiano di allungare le liste d’attesa e di rendere il sistema meno reattivo, soprattutto per le urgenze.

Ticket più cari: così la sanità diventa un lusso

Tra le misure più contestate del PLFSS 2026 c’è l’aumento del supplemento d’onorario, ovvero la quota che i pazienti pagano direttamente per visite ed esami. Una scelta che, secondo i sindacati, penalizza i più deboli e rischia di trasformare la sanità da diritto universale a privilegio per pochi.

Chi paga il prezzo più alto?

 

Categoria Perché sono a rischio
Famiglie a basso reddito Un ticket di 50 euro per una visita specialistica può rappresentare una spesa insostenibile per chi vive con 1.500 euro al mese.
Disoccupati e precari Senza un reddito fisso, anche una spesa di 20 euro può essere un lusso.
Anziani con pensioni minime Le pensioni più basse spesso non coprono neanche le spese essenziali.
Donne Hanno redditi mediamente più bassi degli uomini e maggiori responsabilità di cura.
Abitanti delle aree rurali Già penalizzati dalla carenza di medici, dovranno affrontare costi più alti per visite ed esami.

 

Gli effetti collaterali: più disuguaglianze, più emergenze

L’aumento dei ticket non è solo una questione di soldi. Gli esperti avvertono che potrebbe innescare una reazione a catena con conseguenze gravi:

  • Rinuncia alle cure: Le persone potrebbero evitare visite ed esami non urgenti, ma necessari, portando a diagnosi tardive e a un peggioramento delle condizioni di salute.
  • Aumento delle emergenze: Se i pazienti rinunciano alle cure preventive, i problemi di salute possono aggravarsi, portando a un aumento dei ricoveri d’urgenza.
  • Disuguaglianze territoriali: Nelle aree già svantaggiate, l’aumento dei ticket potrebbe allargare il divario nell’accesso alle cure.
  • Effetto psicologico: La paura di non potersi permettere le cure genera ansia e stress, soprattutto nelle famiglie con bambini o anziani.

La risposta del governo ai medici: «La riforma è necessaria»

Il governo francese, guidato dal Primo Ministro Gabriel Attal, difende la riforma sostenendo che è necessaria per garantire la sostenibilità del sistema sanitario, che nel 2025 ha registrato un deficit di 13 miliardi di euro. Secondo il Ministro della Salute, Frédéric Valletoux, le misure mirano a:

  • Ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse.
  • Garantire una maggiore equità nell’accesso alle cure.
  • Modernizzare un sistema considerato troppo frammentato.

Tuttavia, i medici accusano il governo di non aver coinvolto i professionisti nella stesura della riforma e di aver ignorato le loro proposte alternative, come:

  • Maggiore investimento nella prevenzione.
  • Incentivi per i medici che scelgono di lavorare in zone svantaggiate.
  • Semplificazione amministrativa senza limitare l’autonomia clinica.

Cosa succederà ora?

La mobilitazione di gennaio potrebbe paralizzare il sistema sanitario francese, con:

  • Scioperi degli ambulatorie riduzione delle visite non urgenti.
  • Manifestazioni in tutte le principali città, inclusa Parigi.
  • Astensione dalle attività amministrative da parte dei medici ospedalieri.

I sindacati chiedono il ritiro dei 10 articoli controversi e l’apertura di un tavolo di negoziazione con il governo. Se le richieste non verranno accolte, la protesta potrebbe estendersi oltre il 15 gennaio, con il rischio di un blocco prolungato delle cure non urgenti.

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