
Neurologia oncologica e AI: quando la cura diventa una sfida
Ci sono terapie che salvano la vita ma che, come effetto collaterale, lasciano tracce silenziose e profonde nel sistema nervoso. Tremori improvvisi che prima non c’erano, vuoti di memoria inspiegabili, crisi epilettiche che compaiono proprio mentre il tumore arretra. Sembra un paradosso, eppure accade: il cancro regredisce, ma il cervello paga un prezzo. È qui, in questa zona grigia tra oncologia e neurologia, che oggi si gioca una delle partite più delicate della medicina moderna. Luca Marsili, neurologo italiano che da anni lavora negli Stati Uniti, tra clinica e ricerca, osserva da vicino come l’innovazione stia cambiando radicalmente il modo di diagnosticare e curare le malattie neurologiche. Romano, 43 anni, Marsili si è formato in Medicina e Chirurgia e poi in Neurologia all’Università Sapienza di Roma, dove ha completato anche il dottorato. Nel 2017 si è trasferito negli Stati Uniti per quella che doveva essere una breve esperienza di ricerca



