{"id":6557,"date":"2026-02-09T10:00:56","date_gmt":"2026-02-09T10:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/aremiem.com\/neurologia-oncologica-e-ai-quando-la-cura-diventa-una-sfida\/"},"modified":"2026-02-06T18:14:56","modified_gmt":"2026-02-06T18:14:56","slug":"neurologia-oncologica-e-ai-quando-la-cura-diventa-una-sfida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aremiem.com\/it\/neurologia-oncologica-e-ai-quando-la-cura-diventa-una-sfida\/","title":{"rendered":"Neurologia oncologica e AI: quando la cura diventa una sfida"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono terapie che salvano la vita ma che, come effetto collaterale, lasciano tracce silenziose e profonde nel sistema nervoso. Tremori improvvisi che prima non c&#8217;erano, vuoti di memoria inspiegabili, crisi epilettiche che compaiono proprio mentre il tumore arretra. Sembra un paradosso, eppure accade: il cancro regredisce, ma il cervello paga un prezzo.  <\/p>\n<p>\u00c8 qui, in questa zona grigia tra oncologia e neurologia, che oggi si gioca una delle partite pi\u00f9 delicate della medicina moderna. <strong>Luca Marsili<\/strong>, neurologo italiano che da anni lavora negli Stati Uniti, tra clinica e ricerca, osserva da vicino come l&#8217;innovazione stia cambiando radicalmente il modo di diagnosticare e curare le malattie neurologiche.<\/p>\n<p>Romano, 43 anni, Marsili si \u00e8 formato in Medicina e Chirurgia e poi in <strong>Neurologia<\/strong> all&#8217;Universit\u00e0 Sapienza di Roma, dove ha completato anche il dottorato. Nel 2017 si \u00e8 trasferito negli Stati Uniti per quella che doveva essere una breve esperienza di ricerca a Cincinnati, in Ohio. Invece, come capita a molti cervelli in fuga, quell&#8217;esperienza si \u00e8 trasformata in una scelta di vita e di carriera.  <\/p>\n<p>Oggi \u00e8 <strong>Assistant Professor all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.uc.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Universit\u00e0 di Cincinnati<\/a><\/strong>, si occupa di pazienti con malattia di Parkinson, tremori e disturbi del movimento, e svolge attivit\u00e0 di ricerca clinica e traslazionale. In pratica, passa met\u00e0 del suo tempo a visitare pazienti e l&#8217;altra met\u00e0 a cercare di capire, attraverso i dati, come prevenire e curare meglio le complicanze neurologiche. <\/p>\n<p><strong><b>Dottor Marsili, partiamo dalle complicanze neurologiche delle terapie antitumorali.<\/b><\/strong> <strong><b>Di cosa parliamo esattamente?<\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una realt\u00e0 con cui noi neurologi facciamo i conti sempre pi\u00f9 spesso. Vediamo pazienti che, durante o dopo le terapie oncologiche, sviluppano sintomi neurologici complessi e a volte devastanti: tremori che non si fermano, disturbi del movimento che rendono difficile anche camminare, problemi di memoria che interferiscono con la vita quotidiana, vere e proprie encefalopatie. <\/p>\n<p>E possono colpire chiunque si sottoponga a immunoterapia, dai bambini agli anziani. In alcuni casi si tratta di malattie autoimmuni: il sistema immunitario, per ragioni ancora non del tutto chiare, produce anticorpi che finiscono per attaccare il sistema nervoso oltre che il tumore. \u00c8 una condizione che conosciamo da circa trent&#8217;anni, ma negli ultimi anni lo scenario \u00e8 cambiato profondamente\u00bb.  <\/p>\n<p><strong><b>Per la neurologia cosa \u00e8 cambiato, di preciso?<\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00abTra il 2011 e il 2012 \u00e8 arrivata una rivoluzione: i nuovi farmaci immunoterapici. Sono anticorpi ingegnerizzati che stimolano il sistema immunitario a combattere il cancro in modo pi\u00f9 aggressivo. Una scoperta straordinaria, che ha valso anche un Premio Nobel per la Medicina e che ha salvato migliaia di vite.  <\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che, quando stimoli cos\u00ec tanto il sistema immunitario, rischi di scatenare reazioni autoimmuni che vanno fuori controllo. E il sistema nervoso, purtroppo, \u00e8 uno dei bersagli preferiti\u00bb. <\/p>\n<p><strong><b>Non \u00e8 semplice distinguere tra un sintomo &#8220;normale&#8221; e uno pericoloso. Qual \u00e8 il ruolo del neurologo?  <\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00abEsatto, ed \u00e8 proprio l\u00ec che entriamo in gioco noi. Quando vediamo un paziente in terapia oncologica che sviluppa nuovi sintomi neurologici, dobbiamo fare un lavoro investigativo. Quel tremore dipende dal farmaco? \u00c8 una tossicit\u00e0 diretta sul cervello?   <\/p>\n<p>\u00c8 un effetto collaterale reversibile o l&#8217;inizio di qualcosa di pi\u00f9 serio? \u00c8 cruciale saperlo, perch\u00e9 in alcuni casi i sintomi possono peggiorare rapidamente, arrivando anche a crisi epilettiche difficilissime da controllare. In queste situazioni la collaborazione con l&#8217;oncologo diventa fondamentale: a volte bisogna interrompere la terapia, altre volte si pu\u00f2 proseguire con farmaci di supporto. Ma serve esperienza e, soprattutto, serve agire in fretta\u00bb.   <\/p>\n<p><strong><b>Ha studiato questo fenomeno in modo sistematico? <\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, e infatti qui entra in gioco uno dei vantaggi del sistema americano. A Cincinnati, come nel resto d\u2019America, disponiamo di un sistema elettronico di cartelle cliniche condiviso a livello nazionale, che ci permette di ricostruire l&#8217;intera storia medica di un paziente, anche a distanza di molti anni. \u00c8 come avere un archivio gigantesco dove puoi cercare pattern, collegamenti, anomalie.  <\/p>\n<p>Abbiamo analizzato circa 2.000 pazienti trattati con immunoterapia fino al 2024 e abbiamo visto che solo una piccola percentuale, per fortuna, sviluppa tossicit\u00e0 neurologiche. Ma studiando proprio questi casi abbiamo individuato alcune caratteristiche ricorrenti: ad esempio una maggiore incidenza in uomini anziani e in specifici tipi di tumore, come il melanoma o il tumore del polmone\u00bb. <\/p>\n<p><strong><b>Avete trovato anche dei segnali &#8220;predittivi&#8221;? Qualcosa che possa aiutare a capire in anticipo chi \u00e8 pi\u00f9 a rischio? <\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ed \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti della ricerca. Abbiamo osservato che questi pazienti presentavano livelli pi\u00f9 alti di eosinofili nel sangue rispetto a chi non sviluppava tossicit\u00e0 neurologiche. Gli eosinofili sono un tipo di globuli bianchi coinvolti nelle risposte immunitarie.  <\/p>\n<p>Questo biomarcatore era gi\u00e0 noto per altre complicanze dell&#8217;immunoterapia, come quelle gastrointestinali o cutanee, ma vederlo associato anche a quelle neurologiche apre nuove prospettive. Non \u00e8 ancora un test diagnostico approvato per questo scopo, sia chiaro, ma potrebbe diventarlo, per dare maggiore attenzione ai pazienti potenzialmente a rischio\u00bb. <\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"https:\/\/aremiem.com\/it\/terapia-del-dolore-tra-tecnica-e-dignita\/\"><strong>Leggi anche terapia del dolore tra tecnica e dignit\u00e0<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p><strong><b>Qual \u00e8 l&#8217;obiettivo finale di queste ricerche di neurologia?<\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00abCostruire una sorta di &#8220;carta d&#8217;identit\u00e0 del rischio neurologico&#8221; per ogni paziente oncologico in immunoterapia. L&#8217;idea \u00e8 aiutare i neurologi e gli oncologi a riconoscere precocemente chi \u00e8 pi\u00f9 a rischio, capire quando \u00e8 necessario interrompere o modulare la terapia e, soprattutto, intervenire prima che il danno neurologico diventi grave o irreversibile. <\/p>\n<p>Negli Stati Uniti abbiamo accesso a enormi quantit\u00e0 di dati digitalizzati, anche di oltre dieci anni fa: per chi fa ricerca \u00e8 una risorsa straordinaria. In Italia questa infrastruttura manca ancora, ma stiamo cercando di costruire collaborazioni internazionali proprio per colmare questo gap\u00bb. <\/p>\n<p><strong><b>Oggi si parla moltissimo di intelligenza artificiale in medicina. Che ruolo pu\u00f2 avere in neurologia? <\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn ruolo enorme, potenzialmente rivoluzionario. Noi stiamo lavorando su sistemi di monitoraggio dei pazienti con disturbi del movimento e tremori. Abbiamo utilizzato software disponibili al pubblico\u2014alcuni anche gratuiti\u2014che, tramite semplici video registrati con uno smartphone, permettono di analizzare come un paziente cammina, muove le dita, esegue determinati gesti.  <\/p>\n<p>L&#8217;AI, in pratica, &#8220;guarda&#8221; il video e misura parametri che l&#8217;occhio umano fatica a cogliere: la frequenza del tremore, l&#8217;ampiezza del movimento, la simmetria della camminata. \u00c8 come avere un assistente infaticabile che non si distrae mai\u00bb. <\/p>\n<p><strong><b>A cosa serve, concretamente, nella pratica clinica e per neurologia stessa?<\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00abA rendere la valutazione pi\u00f9 oggettiva e riproducibile. Oggi molte valutazioni neurologiche sono basate sull&#8217;osservazione del medico, che ovviamente \u00e8 soggettiva. Io posso dire &#8220;il tremore \u00e8 migliorato&#8221;, ma quanto? Del 10%? Del 50%? L&#8217;AI pu\u00f2 aiutarci a misurare in modo scientifico e preciso il movimento, capire se un farmaco funziona davvero, valutare gli effetti della stimolazione cerebrale profonda nel Parkinson.     <\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 un altro vantaggio: possiamo monitorare i pazienti a distanza. Il paziente si registra un video a casa, me lo manda, e io posso valutare se c&#8217;\u00e8 stato un peggioramento senza farlo venire in ospedale. Questo \u00e8 particolarmente utile per chi vive lontano o ha difficolt\u00e0 a spostarsi. Va per\u00f2 sottolineato come l&#8217;AI sia uno strumento, non un sostituto del medico. Il professionista resta fondamentale per interpretare i dati, contestualizzarli nella storia del paziente, prendere decisioni. Quello che stiamo cercando di fare \u00e8 guidare questi strumenti, non subirli. Vogliamo che l&#8217;AI ci aiuti a essere medici migliori, non che ci sostituisca\u00bb.      <\/p>\n<p><strong><b>\u00c8 un lavoro solo americano o state collaborando anche con l&#8217;Italia?<\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer gli studi di neurologia la collaborazione con l&#8217;Italia \u00e8 fortissima e per me \u00e8 motivo di grande orgoglio. Lavoriamo con il <a href=\"https:\/\/www.policlinicocampusbiomedico.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Campus Bio-Medico di Roma<\/a> e con altri gruppi italiani. Abbiamo gi\u00e0 pubblicato risultati promettenti su riviste internazionali, ma dobbiamo ancora capire quali sistemi siano pi\u00f9 affidabili, quali parametri utilizzare, come standardizzare le procedure. Servono investimenti, certo, ma serve anche il coinvolgimento delle societ\u00e0 scientifiche e delle istituzioni. L&#8217;Italia ha ricercatori bravissimi, quello che spesso manca \u00e8 l&#8217;infrastruttura per sviluppare queste tecnologie su larga scala\u00bb.    <\/p>\n<p><strong><b>Tra Italia e Stati Uniti cosa funziona meglio da una parte e dall&#8217;altra?<\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00abDomanda difficile. Gli italiani sono all&#8217;avanguardia nella ricerca, hanno idee brillanti, competenze straordinarie e una grande voglia di fare. Quello che possiamo imparare dagli Stati Uniti \u00e8 l&#8217;investimento in tecnologia e in sistemi informatici condivisi. Avere dati comuni tra ospedali, magari a livello europeo, sarebbe una svolta enorme per la ricerca. Qui, inoltre, ho tempo protetto per la ricerca: met\u00e0 settimana \u00e8 dedicata esclusivamente a quello, ed \u00e8 garantito dall&#8217;universit\u00e0. In Italia spesso i ricercatori devono fare ricerca &#8220;nel tempo libero&#8221;, dopo aver finito le visite, i turni, la burocrazia. \u00c8 frustrante e controproducente\u00bb.<\/p>\n<p><strong><b>E sul fronte della sanit\u00e0 pubblica? Negli Stati Uniti c&#8217;\u00e8 sempre il problema dell&#8217;accesso alle cure? <\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero, il sistema americano ha enormi criticit\u00e0. Ma almeno nelle strutture pubbliche universitarie come la nostra, l&#8217;emergenza \u00e8 garantita a tutti, anche a chi non ha assicurazione. <\/p>\n<p>Nessuno viene lasciato morire davanti al pronto soccorso. In Italia, invece, serve certamente un controllo della spesa\u2014la sostenibilit\u00e0 del sistema \u00e8 cruciale\u2014ma servono anche stipendi migliori per medici e infermieri, un migliore equilibrio tra vita e lavoro, e una maggiore attenzione alla prescrizione degli esami. Molti costi inutili nascono proprio da esami prescritti in modo eccessivo o inappropriato. Serve pi\u00f9 formazione, pi\u00f9 responsabilizzazione, pi\u00f9 cultura della sostenibilit\u00e0\u00bb.   <\/p>\n<p>Tra immunoterapia, biomarcatori e intelligenza artificiale, la neurologia sta vivendo una trasformazione profonda. E il lavoro di ricercatori come Luca Marsili ci racconta come il futuro della medicina nasca proprio dall&#8217;incontro tra dati, tecnologia e una visione umana della cura. Dietro ogni algoritmo, ogni grafico, ogni studio, ci sono sempre le persone: pazienti che cercano risposte, medici che cercano soluzioni, e ricercatori che cercano di costruire un futuro in cui curare significhi davvero guarire.  <\/p>\n<p><em><strong>Laura Alteri<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono terapie che salvano la vita ma che, come effetto collaterale, lasciano tracce silenziose e profonde nel sistema nervoso. Tremori improvvisi che prima non c&#8217;erano, vuoti di memoria inspiegabili, crisi epilettiche che compaiono proprio mentre il tumore arretra. Sembra un paradosso, eppure accade: il cancro regredisce, ma il cervello paga un prezzo. \u00c8 qui, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6550,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36,257],"tags":[260,320,318,319,220],"class_list":["post-6557","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-it","category-news","tag-ai","tag-luca-marsili","tag-medicina","tag-neurologia","tag-stati-uniti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6557","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6557"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6557\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6560,"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6557\/revisions\/6560"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/aremiem.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}