{"id":6486,"date":"2026-01-05T10:00:01","date_gmt":"2026-01-05T10:00:01","guid":{"rendered":"https:\/\/aremiem.com\/?p=6486"},"modified":"2026-01-06T09:42:01","modified_gmt":"2026-01-06T09:42:01","slug":"giorgio-di-benedetto-il-medico-di-famiglia-che-non-voleva-andare-in-pensione-ed-e-volato-in-francia-per-lavorare-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aremiem.com\/fr\/giorgio-di-benedetto-il-medico-di-famiglia-che-non-voleva-andare-in-pensione-ed-e-volato-in-francia-per-lavorare-ancora\/","title":{"rendered":"Giorgio Di Benedetto, il medico di Famiglia che non voleva andare in pensione ed \u00e8 volato in Francia per lavorare ancora"},"content":{"rendered":"<h3><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Da Catania al nord-est della Francia per continuare a fare il medico di Famiglia : la storia di Giorgio Di Benedetto, 42 anni di esperienza, che ha lasciato l&rsquo;Italia per sfuggire alla \u00ab\u00a0cultura della pensione\u00a0\u00bb e ritrovare la centralit\u00e0 della professione. <\/span><\/em><\/h3>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">C&rsquo;\u00e8 chi conta i giorni che mancano alla pensione e chi, invece, dalla pensione \u00e8 letteralmente fuggito. Giorgio Di Benedetto appartiene alla seconda categoria. Medico di famiglia con 42 anni di esperienza clinica, formatosi in chirurgia pediatrica e urologia pediatrica tra Italia e Francia negli anni &rsquo;80 e &rsquo;90, otto anni fa ha lasciato Catania per stabilirsi nel Grand Est francese, a pochi chilometri da Parigi. Una scelta controcorrente, quasi provocatoria: tornare in Francia non per andare in pensione, ma per continuare a fare il medico. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">La sua \u00e8 una testimonianza che fotografa due sistemi sanitari agli antipodi e solleva domande scomode sul futuro della medicina territoriale in Italia. Tra differenze retributive, modelli organizzativi opposti e una diversa concezione del ruolo del medico di famiglia, Di Benedetto racconta cosa significa esercitare la professione in un paese che considera i medici di famiglia il perno del sistema sanitario, non un passaggio burocratico. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Dottor Di Benedetto, lei ha lavorato a lungo sia in Italia che in Francia. Qual \u00e8 la differenza pi\u00f9 evidente nel ruolo del medico di famiglia tra i due paesi? <\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab\u00a0La differenza fondamentale sta nella considerazione professionale. In Francia il medico di famiglia \u00e8 una figura centrale, quasi istituzionale, del sistema sanitario e della comunit\u00e0. \u00c8 il perno intorno cui ruota tutta la vita sanitaria del paziente, dalla nascita alla morte. Non \u00e8 semplicemente qualcuno che firma ricette o impegnative: \u00e8 il custode della storia clinica, il coordinatore delle cure, il riferimento per qualsiasi problema di salute. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">In Italia, purtroppo, il medico di base \u00e8 sempre pi\u00f9 percepito come un \u00ab\u00a0passacarte\u00a0\u00bb. Un tramite burocratico tra il paziente e lo specialista, tra il cittadino e l&rsquo;ospedale. Questa erosione del ruolo professionale non \u00e8 solo frustrante: \u00e8 dannosa per l&rsquo;intero sistema sanitario, perch\u00e9 depotenzia il primo livello di assistenza, quello che dovrebbe filtrare, prevenire, gestire la cronicit\u00e0. Quando il medico di base diventa marginale, tutto il peso si scarica sugli ospedali e sui pronto soccorso\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>In Francia lei \u00e8 un libero professionista. Cosa comporta concretamente questo status rispetto al modello italiano? <\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Comporta una differenza radicale nel rapporto tra il medico, lo Stato e i pazienti. Qui siamo liberi professionisti convenzionati con il sistema sanitario nazionale. Le tariffe sono calmierate attraverso la convenzione, quindi non si tratta di un mercato selvaggio, ma il principio \u00e8 chiaro: pi\u00f9 pazienti segui, pi\u00f9 lavori, pi\u00f9 guadagni. \u00c8 un sistema meritocratico, se vogliamo, che premia l&rsquo;impegno e la capacit\u00e0 di gestire un carico di lavoro importante. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Il meccanismo \u00e8 questo: il paziente paga la visita al momento della prestazione, poi viene rimborsato in gran parte dallo Stato attraverso il servizio sanitario nazionale e per una quota minore dalla sua assicurazione privata complementare, che qui \u00e8 diffusissima. Praticamente tutti hanno una mutua integrativa. Questo sistema responsabilizza sia il medico che il paziente, perch\u00e9 c&rsquo;\u00e8 un rapporto economico diretto, anche se poi lo Stato copre la maggior parte della spesa. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">In Italia, invece, il medico di famiglia \u00e8 sostanzialmente un funzionario dello Stato. Ha un compenso fisso per ogni assistito, indipendentemente da quanto lavora realmente. Questo pu\u00f2 generare situazioni paradossali: medici oberati che guadagnano come colleghi con carico molto inferiore. Qui da noi il modello \u00e8 diverso: pi\u00f9 responsabilit\u00e0, s\u00ec, ma anche pi\u00f9 autonomia e pi\u00f9 riconoscimento economico per l&rsquo;impegno profuso\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Esistono incentivi specifici per chi sceglie la medicina generale in Francia?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">S\u00ec, ed \u00e8 un aspetto cruciale della politica sanitaria francese. Il governo \u00e8 consapevole che c&rsquo;\u00e8 una carenza strutturale di medici, in particolare di medici di famiglia. Per questo ha messo in campo una strategia di incentivazione fin dalla formazione. Quando un medico si specializza in medicina generale riceve un bonus economico diretto dallo Stato. In cambio si impegna a esercitare per cinque anni nello stesso territorio. \u00c8 una forma di investimento pubblico sul capitale umano: lo Stato finanzia la tua formazione e tu garantisci la tua presenza sul territorio. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Ma non finisce l\u00ec. Nel corso degli anni ci sono ulteriori incentivi legati al numero e alla tipologia dei pazienti che segui. Per esempio, se hai in carico pazienti con patologie croniche complesse, con fragilit\u00e0 sociali o situazioni che richiedono un impegno maggiore, ricevi compensi aggiuntivi. \u00c8 un sistema che cerca di premiare non solo la quantit\u00e0, ma anche la complessit\u00e0 del lavoro svolto. Un modello completamente diverso da quello italiano, dove gli incentivi sono rari e la professione di medico di base \u00e8 vista come meno attrattiva rispetto alle specializzazioni ospedaliere\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Parliamo di burocrazia: quanto pesa sul vostro lavoro quotidiano?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Sicuramente meno che in Italia. Un esempio concreto: qui non esiste il medico della ASL che controlla i lavoratori in mutua. In Italia, se dichiari un paziente in malattia, sai che potrebbe arrivare la visita fiscale, con tutto il carico di adempimenti e verifiche che questo comporta. In Francia il sistema \u00e8 pi\u00f9 elastico, pi\u00f9 basato sulla fiducia reciproca tra istituzioni e professionisti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Anche per quanto riguarda le pratiche di invalidit\u00e0, il meccanismo \u00e8 diverso. Il medico di famiglia pu\u00f2 avviare direttamente la pratica e assegnare l&rsquo;invalidit\u00e0 in prima istanza. Poi una commissione verifica, ma il punto di partenza \u00e8 il giudizio clinico del medico curante. C&rsquo;\u00e8 fiducia nel nostro lavoro, nella nostra valutazione professionale. Non siamo considerati una fonte di sospetto o un anello debole da controllare, ma professionisti competenti la cui parola ha peso. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Questo non significa che non ci siano controlli o che il sistema sia lassista. Significa che il medico viene considerato un attore responsabile, non un potenziale frodatore. E questo cambia completamente la percezione del proprio ruolo e la qualit\u00e0 del lavoro\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Quindi pi\u00f9 autorit\u00e0 professionale, ma anche pi\u00f9 responsabilit\u00e0?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Esattamente. Soprattutto nelle zone rurali e nelle cittadine medio-piccole come quella dove esercito io, il medico di famiglia \u00e8 il riferimento per tutto. Non solo per le patologie fisiche, ma anche per i problemi psicologici, per le crisi familiari, per le situazioni di fragilit\u00e0 sociale. Il paziente che entra nel mio studio sa che pu\u00f2 parlarmi di depressione, di problemi coniugali, di difficolt\u00e0 con i figli. Sa che io sono il custode della sua storia sanitaria e di quella della sua famiglia, compreso il profilo genetico che posso ricostruire seguendo pi\u00f9 generazioni. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Questa centralit\u00e0 comporta responsabilit\u00e0 enormi. Devi conoscere davvero i tuoi pazienti, non solo le loro patologie. Devi avere una visione d&rsquo;insieme che va oltre il sintomo del momento. \u00c8 un lavoro complesso, che richiede competenze cliniche ma anche relazionali, capacit\u00e0 di ascolto, empatia. Non puoi delegare tutto allo specialista. Sei tu il coordinatore delle cure, sei tu che deve capire quando \u00e8 il momento di inviare il paziente da uno specialista e quando invece puoi gestire la situazione in autonomia\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Come funziona il rapporto con gli ospedali e gli specialisti?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Il medico di base \u00e8 sempre il punto di partenza e di ritorno. Anche quando un paziente viene seguito in un grande ospedale, lo specialista fa sempre riferimento al medico curante. Io ho la visione completa: so cosa fa il paziente nella vita quotidiana, che farmaci assume, qual \u00e8 il suo contesto familiare, quali sono le sue fragilit\u00e0 psicologiche o sociali. Lo specialista vede il dettaglio della sua patologia specifica, ma io vedo la persona nel suo insieme. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Questo sistema di coordinamento \u00e8 fondamentale per evitare la frammentazione delle cure, che \u00e8 uno dei grandi problemi della medicina moderna. Quando ogni specialista lavora per conto suo senza comunicare con gli altri, il paziente diventa un insieme di organi malati anzich\u00e9 una persona da curare nella sua interezza. Il medico di famiglia qui in Francia ha proprio questa funzione: tenere insieme i pezzi, fare sintesi, garantire continuit\u00e0\u00a0\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>\u00c8 vero che l&rsquo;apertura di un ambulatorio di medicina generale fa notizia sui giornali locali?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab\u00a0Assolutamente s\u00ec, ed \u00e8 un segnale molto significativo di come viene percepita questa professione. Quando un medico di famiglia apre un nuovo studio, i giornali locali lo mettono in prima pagina. \u00c8 considerato un evento importante per il territorio, quasi come l&rsquo;apertura di una scuola o di un servizio pubblico essenziale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Questo succede perch\u00e9 la popolazione sa perfettamente quanto sia difficile trovare un medico di famiglia disponibile ad accettare nuovi pazienti. La carenza \u00e8 seria, e quindi l&rsquo;arrivo di un nuovo medico \u00e8 vissuto come una risorsa preziosa per la comunit\u00e0. \u00c8 il riconoscimento sociale di un ruolo che in Italia si sta perdendo. Da noi un medico che apre uno studio \u00e8 una notizia da pagina locale, se va bene. Qui \u00e8 un fatto rilevante che interessa tutti\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Avete libert\u00e0 nella scelta dei pazienti?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">S\u00ec, possiamo accettare o rifiutare pazienti. Ci sono colleghi che sono saturi, con liste d&rsquo;attesa lunghe, e che accettano solo chi \u00e8 completamente sprovvisto di medico curante. Non si possono \u00ab\u00a0rubare\u00a0\u00bb pazienti ad altri colleghi facilmente. Cambiare medico \u00e8 possibile, certo, ma comporta il trasferimento di una grande mole di documentazione medica. Qualcosa \u00e8 migliorato con la digitalizzazione, ma resta comunque un processo complesso. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">I medici di base hanno l&rsquo;intera documentazione medica del paziente, costruita negli anni. Questa continuit\u00e0 \u00e8 fondamentale: io conosco la storia clinica dei miei pazienti da anni, so quali farmaci hanno provato, quali allergie hanno, quali specialisti hanno consultato. Questo patrimonio informativo non \u00e8 facilmente trasferibile e costituisce un valore aggiunto enorme per la qualit\u00e0 delle cure\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Le visite domiciliari esistono ancora o sono un ricordo del passato?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Sono diventate molto meno frequenti, quasi impraticabili nella maggior parte dei casi. Le persone di una certa et\u00e0 sono ancora legate all&rsquo;immagine romantica del medico che gira per le case con la sua borsa, ma oggi \u00e8 quasi impensabile per ragioni logistiche. Io, per esempio, ho pazienti che vivono anche a 200 chilometri di distanza. Vengono da me perch\u00e9 non hanno alternative pi\u00f9 vicine, perch\u00e9 nella loro zona non ci sono medici disponibili. Come potrei fare visite domiciliari in quelle condizioni? <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">I tempi sono cambiati, la distribuzione territoriale dei medici \u00e8 cambiata, le distanze che i pazienti sono disposti a percorrere sono cambiate. La visita domiciliare resta possibile in casi eccezionali, per pazienti davvero impossibilitati a muoversi, ma non pu\u00f2 essere la norma come una volta\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Come funziona l&rsquo;accesso alle visite?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Esistono piattaforme online di prenotazione che permettono al paziente di cercare il primo medico disponibile nella zona. Ci sono medici che accettano appuntamenti solo dai propri pazienti ufficiali, ma io ho scelto di tenere l&rsquo;agenda aperta anche a persone che non sono formalmente mie pazienti ma che hanno un&rsquo;urgenza. Capita regolarmente di vedere pazienti che vedr\u00f2 una sola volta nella vita, perch\u00e9 avevano bisogno di una visita immediata e io ero disponibile. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00c8 un sistema flessibile che cerca di rispondere alla carenza di medici garantendo comunque l&rsquo;accesso alle cure. Non \u00e8 perfetto, ma funziona meglio di molte alternative\u00a0\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>I pazienti devono sempre venire fisicamente in studio?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab\u00a0S\u00ec, la presenza fisica \u00e8 ancora la norma. Qui non esistono i SERT come in Italia, quindi io stesso ho in carico pazienti tossicodipendenti che devono venire di persona a ritirare la prescrizione medica. Non esiste che mandi ricette via email per questo tipo di terapie. Devono sempre presentarsi di persona, \u00e8 una forma di controllo e di accompagnamento che fa parte del percorso terapeutico. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Anche per le visite ordinarie, dopo la parentesi del Covid durante la quale le teleconsultazioni sono esplose, stiamo tornando gradualmente alla normalit\u00e0. I pazienti vengono in studio per essere visitati\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Quindi si visita ancora davvero il paziente, con l&rsquo;esame obiettivo completo?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Assolutamente s\u00ec. Qui tutti hanno ancora l&rsquo;abitudine e l&rsquo;aspettativa che il medico debba visitare. Qualcosa \u00e8 cambiato temporaneamente con il Covid, ma piano piano siamo tornati alla normalit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">I parametri di base come la pressione arteriosa, l&rsquo;auscultazione dei polmoni e del cuore, il controllo della gola e delle orecchie durante la stagione influenzale: questo \u00e8 l&rsquo;ABC della professione prima di decidere se rinnovare una terapia o modificarla. Non puoi prescrivere o rinnovare farmaci importanti senza aver visitato il paziente, senza aver verificato come sta realmente, se quei farmaci stanno funzionando o se stanno causando effetti collaterali. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">La visita medica \u00e8 ancora centrale, non \u00e8 considerata superflua o sostituibile con una telefonata. E questo fa la differenza nella qualit\u00e0 delle cure\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>In Francia non esiste il pediatra di famiglia, giusto?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Esatto, \u00e8 un&rsquo;altra differenza importante. Io seguo pazienti da zero a cento anni, letteralmente. Le vaccinazioni dei bambini, le visite pediatriche, tutto passa attraverso il medico di famiglia. Non c&rsquo;\u00e8 una figura specialistica dedicata solo ai bambini per le cure primarie. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Nel mio caso, essendo in una zona rurale, l&rsquo;et\u00e0 media dei miei pazienti \u00e8 piuttosto alta, ma il principio resta: il medico di famiglia segue tutte le fasce d&rsquo;et\u00e0. Questo richiede una competenza molto ampia, certo, ma garantisce anche continuit\u00e0: io posso seguire una persona da quando nasce a quando invecchia, conoscere tutta la sua storia, quella della sua famiglia. \u00c8 una medicina pi\u00f9 integrata, meno frammentata per specializzazioni\u201d. <\/span><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6477\" src=\"https:\/\/aremiem.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/giornale-241x300.jpg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/aremiem.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/giornale-241x300.jpg 241w, https:\/\/aremiem.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/giornale-824x1024.jpg 824w, https:\/\/aremiem.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/giornale-768x955.jpg 768w, https:\/\/aremiem.com\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/giornale.jpg 1114w\" sizes=\"(max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Lei si occupa anche di fasce particolarmente fragili della popolazione?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">S\u00ec, sono referente della <a href=\"https:\/\/www.croix-rouge.fr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Croce Rossa<\/a> locale e ci occupiamo anche delle persone immigrate che vivono e lavorano nella zona. Siamo pochissimi medici a farlo, ma \u00e8 un lavoro importante. Qui gli stranieri immigrati hanno una tessera sanitaria propria e sono completamente a carico dello Stato. Non pagano le visite, sono agevolati al 100%. \u00c8 una presa in carico davvero a 360 gradi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Questo mi permette di sentirmi ancora un medico nel senso pieno del termine, non un semplice \u00ab\u00a0passacarte\u00a0\u00bb. Seguo persone in difficolt\u00e0, con fragilit\u00e0 sociali ed economiche, e posso fare la differenza nella loro vita. \u00c8 una delle ragioni per cui sono venuto qui: per continuare a esercitare la medicina con questa pienezza di ruolo\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Lei dice spesso di essere \u00ab\u00a0fuggito dalla pensione\u00a0\u00bb. Cosa intende esattamente? <\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Intendo proprio quello che ho detto: sono fuggito. Otto anni fa, quando ero ancora in Italia, mi rendevo conto che l&rsquo;argomento dominante tra tutti i miei colleghi coetanei era la pensione. Quando andare in pensione, come calcolare gli anni, quanto mancava. Era un&rsquo;ossessione che mi metteva un&rsquo;angoscia profonda. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Non volevo finire cos\u00ec. Non volevo passare gli ultimi anni della mia carriera a contare i giorni che mancavano alla fine, come se il lavoro fosse solo una condanna da cui liberarsi. Io avevo ancora voglia di fare il medico, di esercitare la professione con passione e senso. Un giorno, quasi per caso, su YouTube sono finito su un&rsquo;intervista trasmessa da un canale televisivo francese. <\/span><\/p>\n<p>Il protagonista era un medico di famiglia di 95 anni che esercitava ancora regolarmente. Mi ha folgorato. <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Ho capito che in Francia i medici di famiglia possono andare avanti senza limiti di et\u00e0, fino a quando sono operativi e in grado di lavorare. Non c&rsquo;\u00e8 questa corsa verso la pensione, questa fuga dal lavoro. Se hai ancora energia e competenza, puoi continuare\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>Come si svolge una sua giornata tipo oggi?<\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Vedo circa sessanta pazienti al giorno. \u00c8 un lavoro intenso, non lo nego, ma il ritmo \u00e8 pi\u00f9 bilanciato rispetto a prima. Ho pi\u00f9 autonomia nella gestione degli orari, delle pause, delle ferie. Non sono ingabbiato in una struttura rigida che non tiene conto delle mie esigenze personali e professionali. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Certo, sessanta pazienti sono tanti, ma sono io che ho scelto questo carico di lavoro. Potrei vederne di meno, se volessi. La differenza \u00e8 proprio questa: la libert\u00e0 di decidere quanto e come lavorare, in base alle mie forze e alle mie priorit\u00e0\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><b>E la vita privata? Come concilia il lavoro con gli affetti? <\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Qui in Francia vivo con mia moglie, che \u00e8 anche lei medico. A Natale ci ritroviamo tutti a casa, con i miei tre figli, \u00e8 il momento dell&rsquo;anno che aspetto di pi\u00f9. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Il lato positivo di questo lavoro, nonostante l&rsquo;intensit\u00e0, \u00e8 che ho comunque i fine settimana liberi e posso scegliere quando andare in vacanza. Ho il controllo sulla mia vita, non sono ostaggio di un sistema. E finch\u00e9 avr\u00f2 energia, continuer\u00f2 a fare il medico per passione. Qui posso farlo con dignit\u00e0 e soddisfazione professionale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">La pensione? Non \u00e8 pi\u00f9 un&rsquo;ossessione. \u00c8 semplicemente qualcosa che arriver\u00e0 quando sar\u00f2 io a decidere che \u00e8 il momento giusto, non quando me lo impone un sistema che mi considera un peso da eliminare\u201d. <\/span><\/p>\n<p><em><strong><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">Laura Alteri<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Catania al nord-est della Francia per continuare a fare il medico di Famiglia : la storia di Giorgio Di Benedetto, 42 anni di esperienza, che ha lasciato l&rsquo;Italia per sfuggire alla \u00ab\u00a0cultura della pensione\u00a0\u00bb e ritrovare la centralit\u00e0 della professione. 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