{"id":6373,"date":"2025-11-17T11:00:54","date_gmt":"2025-11-17T11:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/aremiem.com\/cardiochirurgia-rigenerativa-il-dottor-cristiano-spadaccio-alla-guida-di-nuove-scoperte-negli-usa\/"},"modified":"2025-11-17T16:47:54","modified_gmt":"2025-11-17T16:47:54","slug":"cardiochirurgia-rigenerativa-il-dottor-cristiano-spadaccio-alla-guida-di-nuove-scoperte-negli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aremiem.com\/fr\/cardiochirurgia-rigenerativa-il-dottor-cristiano-spadaccio-alla-guida-di-nuove-scoperte-negli-usa\/","title":{"rendered":"Cardiochirurgia rigenerativa: il dottor Cristiano Spadaccio alla guida di nuove scoperte negli Usa"},"content":{"rendered":"<p>Scienze biologiche, ingegneria dei tessuti e robotica stanno letteralmente cambiando la medicina e la cardiochirurgia, e un medico italiano sta contribuendo in prima persona a questa rivoluzione scientifica. La specializzazione al Campus Bio-Medico di Roma, il dottorato a<g id=\"gid_0\"> University of Pittsburgh Medical Center<\/g>, passando per Belgio, Scozia, Cina e Harvard, la carriera del dottor Cristiano Spadaccio, romano di 43 anni, \u00e8 un viaggio continuo alla scoperta di innovazioni mediche sofisticate. Il cardiochirurgo, oggi docente e ricercatore all\u2019Universit\u00e0 di Cincinnati (Ohio), \u00e8 tra i pionieri delle nuove tecniche di chirurgia rigenerativa del cuore e di chirurgia robotica mininvasiva.  <\/p>\n<h3><b>Dottor Spadaccio, come ha vissuto questa sua crescita professionale, in particolare negli USA?<\/b><\/h3>\n<p>\u201cLa mia esperienza americana \u00e8 iniziata ad Harvard, poi \u00e8 proseguita alla <a href=\"https:\/\/www.mayoclinic.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mayo Clinic<\/a>, e infine all\u2019Universit\u00e0 di Cincinnati. Entrando in contatto con tante realt\u00e0 accademiche e scientifiche diverse e internazionali, ne ho conosciuto le difficolt\u00e0, ma soprattutto ne ho colto l\u2019energia positiva potendo approfondire anche i miei studi sulle valvole cardiache\u201d. <\/p>\n<h3><b>Quali sono le principali innovazioni su cui sta lavorando nel campo della cardiochirurgia?<\/b><\/h3>\n<p>\u201cSono due i progetti principali. Il primo riguarda la medicina rigenerativa applicata alla cardiochirurgia. Da oltre sei mesi stiamo impiantando, nell\u2019ambito di uno studio clinico pilota approvato dalla FDA, una valvola cardiaca che si autorigenera. \u00c8 un biomateriale impiantato nel cuore: il sangue del paziente colonizza il supporto e le cellule del suo corpo lo trasformano progressivamente in tessuto proprio. In pratica, noi forniamo lo \u201cscheletro\u201d e il corpo del paziente costruisce il resto. Questo approccio potrebbe eliminare in futuro la necessit\u00e0 di valvole biologiche di origine animale, che si deteriorano in 8-10 anni, e di quelle meccaniche che richiedono anticoagulanti a vita. \u00c8 una rivoluzione silenziosa, ma potenzialmente enorme\u201d.  <\/p>\n<h3><b>E la seconda innovazione?<\/b><\/h3>\n<p>\u201cRiguarda l\u2019uso della membrana amniotica, materiale biologico derivato dal cordone ombelicale e dalla placenta, per stimolare la rigenerazione dei tessuti. \u00c8 un materiale gi\u00e0 usato in oculistica e ortopedia, ma nessuno l\u2019aveva mai applicato alla cardiochirurgia. In America ho impiantato la membrana su un paziente di 33 anni che presentava gravi infezioni cutanee attorno al cavo di alimentazione di un dispositivo cardiaco (LVAD, una pompa collegata al cuore). Le ferite non guarivano, impedendogli il trapianto di cuore: grazie alla membrana, sono bastate circa cinque settimane per vedere rigenerati i tessuti e il paziente ha potuto finalmente sottoporsi al trapianto. \u00c8 stato un caso che ha avuto grande risonanza mediatica negli Stati Uniti, perch\u00e9 dimostra che la biologia pu\u00f2 entrare in sala operatoria\u201d.<\/p>\n<h3><b>In che modo queste innovazioni cambiano la pratica clinica nella cardiochirurgia?<\/b><\/h3>\n<p>\u201cLa cardiochirurgia \u00e8 sempre stata una disciplina molto \u201cmeccanica\u201d: si taglia, si sostituisce, si ricostruisce. Io credo invece che la vera frontiera sia biologica: integrare i principi dell\u2019ingegneria dei tessuti, della medicina rigenerativa e dell\u2019immunobiologia nella pratica chirurgica, cos\u00ec come l\u2019immunobiologia \u00e8 entrata in altri campi della medicina, come in oncologia. Il nostro obiettivo \u00e8 cambiare il paradigma \u2014 \u2018rigenerare piuttosto che sostituire\u2019 \u2014 rendendo le terapie pi\u00f9 sostenibili, rigenerative per l\u2019appunto e personalizzate, riducendo l\u2019impatto sul paziente e migliorando la qualit\u00e0 della sua vita\u201d.  <\/p>\n<h3><b>Lei \u00e8 anche tra i primi a utilizzare la chirurgia robotica cardiaca nel suo centro. In cosa consiste? <\/b><\/h3>\n<p>\u201c\u00c8 una tecnologia che consente di operare il cuore con una precisione e una mobilit\u00e0 impossibili per la mano umana. Il robot ha strumenti che si muovono a 360\u00b0 e permettono interventi mininvasivi, evitando di aprire completamente il torace. Abbiamo avviato il programma robotico per contrastare la fibrillazione atriale, ma anche per eseguire interventi complessi di bypass coronarico (CABG) e di riparazione o sostituzione valvolare, con risultati clinici e funzionali di altissimo livello. Con il robot possiamo eseguire ablazioni esterne del cuore, raggiungendo aree che i cateteri interni (endovascolari) non riescono a trattare. Il tasso di successo supera il 90%, e il recupero del paziente \u00e8 rapidissimo\u201d.<\/p>\n<h3><b>In cosa la sua esperienza nella sanit\u00e0 americana differisce da quella italiana?<\/b><\/h3>\n<p>\u201cNegli Stati Uniti c\u2019\u00e8 una cultura molto concreta dell\u2019innovazione: investono sulle persone e sulle idee, e chi dimostra di poter realizzare qualcosa riceve supporto immediato, anche economico e mediatico. \u00c8 un ecosistema che favorisce l\u2019accelerazione delle progettualit\u00e0 e la trasformazione delle intuizioni in realt\u00e0 cliniche e tecnologiche. In Italia, il livello professionale \u00e8 altissimo: abbiamo medici e chirurghi tecnicamente straordinari, con idee brillanti e riconosciuti a livello internazionale. Il limite, talvolta, risiede nei tempi di realizzazione, che possono essere rallentati da una minore disponibilit\u00e0 di risorse o investimenti e da meccanismi burocratici pi\u00f9 complessi. Detto questo, esistono in Italia centri d\u2019eccellenza in cui l\u2019ambiente \u00e8 fertile e molte giovani colleghe e colleghi stanno emergendo e realizzandosi professionalmente, e soprattutto, stanno portando avanti ricerche e innovazioni di livello assoluto \u2014 e di questo dobbiamo essere molto orgogliosi. Credo che oggi la scelta di lavorare all\u2019estero non sia pi\u00f9 dettata soltanto dalle condizioni del sistema, ma soprattutto dalle aspirazioni personali e dal desiderio individuale di confrontarsi con diversi modelli di crescita e opportunit\u00e0 scientifiche\u201d.<\/p>\n<h3><b>Quali sono oggi le principali sfide nella chirurgia delle valvole cardiache?<\/b><\/h3>\n<p>\u201cSolitamente le valvole vengono sostituite solo quando la disfunzione \u00e8 severa o il paziente mostra sintomi importanti: dispnea, palpitazioni, dolore toracico, sincopi. L\u2019intervento ha sempre un rischio, quindi bisogna bilanciare attentamente costi e benefici. Il cuore, finch\u00e9 pu\u00f2, si adatta (tipicamente ispessendosi o dilatandosi), ma a un certo punto questo meccanismo fallisce e arriva lo scompenso. La sostituzione della valvola serve a prevenire proprio questo punto di non ritorno.<br \/>\nIl futuro? Sfruttare il potenziale rigenerativo intrinseco del paziente, che sappiamo essere presente in diversi distretti del corpo, attraverso supporti biologici intelligenti capaci di guidare e favorire la riparazione dei tessuti danneggiati.    <\/p>\n<p>Questo concetto pu\u00f2 essere applicato a vari ambiti della chirurgia cardiaca. Nella chirurgia valvolare ad esempio, il futuro potrebbe proprio riguardare l\u2019impianto di strutture biologiche che non sostituiscano semplicemente la valvola, ma che funzionino da matrice temporanea, favorendo la colonizzazione cellulare e la formazione di un tessuto nativo funzionale. In questo modo il nuovo tessuto si integrerebbe armoniosamente con l\u2019organismo, riducendo le complicanze associate ai materiali artificiali e potenzialmente offrendo soluzioni pi\u00f9 durature e fisiologiche.  <\/p>\n<p>Tuttavia, c\u2019\u00e8 ancora molto da imparare, la natura \u00e8 pi\u00f9 complessa di quello che l\u2019uomo crede e ci sono una moltitudine di altri aspetti da prendere in considerazione per poter applicare questi principi e rigenerare tutte le valvole presenti nel cuore: la valvola aortica, ad esempio, presenta un\u2019architettura tridimensionale complessa e un comportamento biomeccanico anisotropo che ne rendono la rigenerazione su supporto biologico particolarmente difficile. Ricrearne fedelmente struttura, funzione e dinamica richieder\u00e0 approcci ingegneristici altamente specifici e multidisciplinari. \u00c8 una strada ambiziosa, ma rappresenta una delle frontiere pi\u00f9 affascinanti della cardiochirurgia moderna\u201d.  <\/p>\n<p><strong>Leggi anche<a href=\"https:\/\/aremiem.com\/fr\/dai-trapianti-dorgano-alla-bioingegneria-la-sfida-del-chirurgo-manuela-cesaretti-tra-ricerca-e-medicina-tech\/\"> l&rsquo;intervista alla dottoressa Manuala Cesaretti<\/a> su chirurgia e start up <\/strong><\/p>\n<h3><b>Dottor Spadaccio, dopo vent\u2019anni di ricerca e chirurgia, cosa la motiva ancora oggi?<\/b><\/h3>\n<p>\u201cLa possibilit\u00e0 di vedere le idee prendere forma, passare dal laboratorio al corpo umano. Il mio sogno, da cardiochirurgo, era impiantare i materiali che avevo studiato come ricercatore e oggi questo \u00e8 diventato realt\u00e0. Ogni intervento riuscito \u00e8 una piccola vittoria della scienza e dell\u2019uomo sulla malattia. E per me, \u00e8 anche un modo per garantire ai miei pazienti una qualit\u00e0 di vita migliore e un\u2019aspettativa di vita sempre pi\u00f9 lunga\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>Laura Alteri<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scienze biologiche, ingegneria dei tessuti e robotica stanno letteralmente cambiando la medicina e la cardiochirurgia, e un medico italiano sta contribuendo in prima persona a questa rivoluzione scientifica. 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